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Gender per la salute di genere

martedì 7 giugno 2011 11.09 - Gender Medicine

La “questione femminile” fu nominata, per la prima volta, in medicina nel 1991, quando Bernardine Healy, direttrice dell’Istituto Nazionale di Salute Pubblica statunitense, parlò di “Yentl Syndrome”¹ sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine a causa dell’atteggiamento discriminatorio dei cardiologi nei confronti della donna.

Tuttavia, si è dovuto ancora attendere alcuni anni prima che l’OMS inserisse la medicina di genere nell'Equity Act affermando quindi che il principio di equità implica che la cura sia appropriata al singolo genere. In questi anni, però, è stato fatto pochissimo, quindi siamo ancora lontani da una politica sanitaria che rispetti le distinzioni di genere, perciò la Commissione Europea raccomanda che si promuova una politica in difesa della salute tenendo conto della diversità di genere.

Infatti, il Consiglio dell’Unione Europea sollecita una maggior conoscenza da parte degli operatori sanitari per affrontare le disuguaglianze nella salute e garantire parità di trattamento e di accesso alle cure. La rivista Gender si muove in questo contesto, cercando di promuovere una cultura di genere, per cui in questo numero monografico e interamente dedicato alla cardiologia, sono proposti diversi articoli focalizzati alla malattie cardiovascolari nelle donne.

In più, un articolo affronterà le differenze di genere che si osservano nella malattia diabetica, specialmente quelle che si riferiscono alle complicanze cardiovascolari, anche perché meno attenzione è stata dedicata alla presenza di differenze verso le altre complicanze della malattia diabetica. In effetti, la cardiologia rappresenta l’area in cui lo studio delle differenze di genere è nato e dove si sono fatti numerosi progressi tanto che l’American Heart Society e La Società Europea di Cardiologia hanno prodotto specifiche linee guida. Al momento, presso l’Agenas, è al lavoro un gruppo di esperti con lo scopo di produrre linee guida italiane genere-specifiche nell’ambito del sottoprogetto “Determinanti della salute della donna, medicina preventiva e qualità delle cure” coordinato della regione Sardegna nell’ambito del Progetto Strategico del Ministero della Salute: “La medicina di genere come obiettivo strategico per la sanità pubblica: l'appropriatezza della cura per la tutela della salute della donna”, di cui si propone una breve descrizione.

Precedono gli articoli sull’importanza del genere in cardiologia due importanti interviste a Marino Scherillo, presidente Anmco, e Francesco Bovenzi, presidente designato Anmco, che confermano l’attenzione degli specialisti per le differenze uomo-donna nella gestione delle patologie maggiormente diffuse tra la popolazione generale. Infine, questo numero dedica spazio a cosa s’intende per genere.

È ovvio che questa discussione è solo apparentemente teorica, poiché può avere molte ripercussioni nella pratica clinica. Infatti, se sesso e genere sono ancora dicotomici, come molti sostengono, o sono invece, come altri sostengono, due aspetti che devono fondersi l’uno nell’altro, potremo prendere decisioni diverse. Infatti, in quest’ultimo caso è necessaria un’integrazione tra le varie scienze, per cui dovremo costruire un’agora dove convergano le vie dei medici, degli scienziati, degli studiosi di scienze sociali, economisti, filosofi, e infine quelle delle donne e delle bambine e degli uomini e dei bambini che devono ricevere la migliore cura possibile.

Flavia Franconi
Presidente GISeG
Gruppo Italiano Salute e Genere

¹ Yentl era una giovane donna che in racconto del premio Nobel Isaac Singer si era vestita da ragazzo per studiare il Talmud (Singer, B.I., 1983. Yentl the Yeshiva Boy Farrar, Straus, Giroux.). D’altra parte fatti analoghi si ritrovano nella storia della medicina a partire dall’antica Atene, dove l’arte medica era interdetta alle donne, e Agnodice fu costretta a travestirsi da uomo per arrivare a James Stuart Barry famoso chirurgo militare che in realtà era Miranda.
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